L'itinerario inizia in località Cortebona, Val Canè, sulla nota via per il bivacco Valzaroten. In orari opportuni (ad esempio la mattina dalle 8 alle 9) la strada forestale è percorribile in salita anche in auto, ma Sabato ovviamente era chiusa un po' prima per lavori.
Dal pozzo della calchera a Cortebona si sale a destra e al bivio immediatamente successivo si prosegue dritti lungo un sentiero poco segnato ma ben evidente che sale nel bosco, fino alla località Stol, nei pressi di un masso erratico. Da qui il sentiero si perde, ricomparendo a sprazzi qui e la (qualche segnavia, qualche piccolo ometto); in linea di massima comunque si risale l'ampia valle, passando sulla sinistra (salendo) vicino all'altro enorme masso erratico, puntando alla base della cima principale.
Da qui, guidati da due paletti segnavia metallici, si risale il canalino alla destra della cima: è molto ripido, instabile, pieno di sfasciumi e terriccio e si risale con non poche invettive fino ad una minuscola bocchetta che precipita verso la valle delle Messi. Prestare molta attenzione ai sassi dall'alto, specie se ci sono altri escursionisti a monte.
Dalla bocchetta si sale a vista verso la croce sulla piccola vetta, su cenge e placche rocciose (si resta entro il I grado).
Discesa per la stessa via, se non è ghiacciato il canalino si affronta decisamente meglio che non in salita, ma occhio ai capitomboli sempre in agguato e ai sassi che decollano raggiungendo velocità preoccupanti.

Val Canè
Via di salita nell'aspra Valle di Stol: la cima è la piramide centrale, il canalino è quello alla sua destra (salendo)
Dalla vetta (notare l'effetto dello sfondamento della scorsa settimana man mano che ci si sposta a nord)
Sulle creste in lontananza
Il gruppo dell'Adamello visto dalla località Stol
Nota a margine: 25 Ottobre, a 3000 metri in pantaloncini e maglietta

